La Turchia è un paese di circa 77 milioni di abitanti, con un saldo demografico attivo, un prodotto interno lordo crescente ad un ritmo che varia dal 6 all’8% all’anno da diversi anni ed una popolazione molto giovane. Il governo turco ha da tempo (circa 60 anni) iniziato ad affrontare con crescente impegno la strutturazione di un servizio sanitario efficiente e che tenga in considerazione il divario sociale/economico esistente tra le diverse categorie di cittadini, la vastità del territorio e la crescente domanda di sanità di qualità. Un decennio di riforme (2003-2013) I contenuti in pillole: - Separazione proprietà e gestione degli ospedali (Ministero della salute) da sistema di pagamento delle prestazioni SGK (Ministero delle finanze)
- Introduzione graduale del medico di famiglia
- Introduzione del ticket per le prestazioni ospedaliere ma anche della green card per i meno abbienti
- Introduzione del farmaco generico e riduzione dell’IVA sui farmaci
- Definizione del rapporto pubblico privato per le prestazioni ospedaliere
- Regolamento per la registrazione dei farmaci
- Legge incentivo all’R&D
- Centralizzazione del sistema di monitoraggio dei consumi
- 2012 Introduzione dell’assicurazione universale sanitaria
La visione del Ministero - 40 miliardi di dollari di spesa sanitaria nel 2010 (71-72% pubblico)
- 63 miliardi previsti nel 2014 (stessa % di pubblico)
- Spesa per la sanità attorno al 6% del PIL fino al 2010
- Popolazione che cresce ma che si avvia ad una stabilizzazione della curva demografica e ad un progressivo invecchiamento dei cittadini
- Necessità di aumentare il numero dei posti letto attraverso il coinvolgimento del privato e di ridurre l’ospedalizzazione attraverso il medico di famiglia ed i servizi ambulatoriali
- Controllo serrato sulla spesa farmaceutica e consumi attraverso la centralizzazione del sistema informativo
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