Il calendario delle nostre attività:
Consuntivo Onemedit 2012 ed espansione 2013
Italia:prospettive 2013 nel supporto all'internazionalizzazione
Nord Africa e Middle East:prospettive 2013
Egitto - Aumento della pressione fiscale
Egitto - FMI
 

2011: Primavera araba - Autunno europeo

Newsletter Onemedit 
 
 
Il 2011 verrà ricordato come l’anno che ha cambiato per sempre il Mediterraneo.
 
Ne ha cambiato la sponda sud detronizzando 3 presidenti e destabilizzando la Siria. Ne ha cambiato la sponda Nord perché è crollata la fede nello sviluppo basato sul debito.

In realtà la crisi è una sola: quella del modello Mediterraneo.

Esisteva un modello Mediterraneo che si basava sull’assistenzialismo di uno stato madre e padre che vede e provvede e di una classe politica che posticipa le decisioni, prova a nascondere lo sporco sotto il tappeto e tenta di assopire il senso critico con il principio di “una briciola a tutti”.

 

Grecia, Italia, Egitto, Tunisia, Libia sono stati caratterizzati da periodi troppo lunghi di politica del consenso basata su mezzi diversi ma che ha sostanzialmente bloccato lo sviluppo dei rispettivi paesi.

Nel Nord Africa a presentare il conto sono state le generazioni e le ambizioni giovani. In Europa sono stati i paesi virtuosi consapevoli dell’impossibilità di mantenere in piedi un’unione con politiche troppo diverse nel metodo e nel merito.

Il risultato è una situazione di profonda evoluzione dei modelli sociali alla ricerca di formule sostenibili e che garantiscano prospettive future ai giovani come ai vecchi.

 

La riscrittura delle costituzioni in Egitto, Tunisia e Libia ed i governi tecnici di Grecia ed Italia sono parte dello stesso fenomeno: quale modello rappresenta al meglio la società Mediterranea così variegata ma così legata a doppio filo.

Una cosa è chiara, il Nord Africa cerca un modello che l’Europa mediterranea non può fornire. L’Europa mediterranea cerca nuovi equilibri che sono a loro volta legati all’evoluzione del Nord Africa. Flussi migratori, decentralizzazioni amministrative, attività imprenditoriali, apertura dei mercati, investimenti incrociati sono tutti fattori che determineranno e subiranno il modello che si andrà affermando.

 

Come in tutti i momenti di grossi cambiamenti occorre cercare punti di riferimento a cui guardare per non perdersi.

Serve certamente un modello di sviluppo diverso, più attento alla gente, al lavoro e meno ai dati di prodotto interno lordo.

Serve certamente un potenziamento della Piccola e media imprenditoria come veicolo insostituibile di occupazione e democrazia.

Servono una comunicazione indipendente che smetta di mettere gli uni contro gli altri attraverso una semplificazione assurda del pensiero.

Serve pragmatismo nell’affrontare tutti i temi e serve decidere sulla base della conoscenza e non della forzatura.

Serve soprattutto capire che non c’è più un sud ed un nord e non c’è più un’area in via di sviluppo ed una sviluppata. Esiste una comunità che sta cercando il proprio futuro di convivenza dove tutti possano avere il meglio dalla vita senza dovere emigrare o senza dovere avere paura del diverso.

 

Il processo è appena iniziato e probabilmente durerà almeno due decenni. Probabilmente sarà molto simile a quello che ha seguito la caduta del muro di Berlino e che ancora non è terminato.

Il risultato sarà un’unica comunità con una mobilità delle persone facilitata, una riduzione delle discriminazioni ed una unica comunità imprenditoriale con interessi incrociati.

 

L’anno di crisi non ha impedito a Onemedit di crescere del 40% in termini di fatturati e di progetti sviluppati, segno che a prescindere dagli stop and go degli eventi di piazza, le attrazioni tra le due aree continuano forti ed in crescita.

Rimaniamo al servizio di questo sviluppo ed auguriamo a tutti gli imprenditori dell’area di trarre grande beneficio da queste evoluzioni.
 
Paolo Beltrami
Direttore Onemedit Srl
 
© 2010 Onemedit - Restricted Area - Webmaster - P.IVA 02117380200